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Riks Il pensiero debole di uno qualunque
Il miglior amico ...
post pubblicato in libere voci, il 10 maggio 2010
Davvero non capisco che bisogno ha Emilio Fede di ricordarci quotidianamente che rappresenta il massimo del servilismo e dell'omologazione che si possa trovare in questo Paese. Il suo padrone attacca Roberto Saviano ed i pennivendoli che a suo parere non fanno altro che dar lustro alla mafia? Il fedele segugio lascia passare qualche giorno e rincara la dose. Evidentemente dà fastidio all'informazione di apparato che qualcuno possa mettere in ombra la fulgida figura del grande benefattore brianzolo, spacciandosi per falso eroe combattente contro la criminalità, mentre di Eroe ce n'è uno, sempre e solo Lui.
Caro Emilio, risparmiati le prediche, lo sappiamo che sei il miglior amico dell'uomo (di Arcore).
Spera solo, caro il mio Direttore, che nessuno faccia del male a Roberto, se no giuro che ti vengo a cercare per sputarti in faccia.


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permalink | inviato da riks66 il 10/5/2010 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Non ne parlo, non esiste
post pubblicato in libere voci, il 16 aprile 2010
Le dichiarazioni di Berlusconi sulla Mafia di oggi sono inaudite.
Secondo lui la Mafia ha goduto di «un supporto promozionale che l’ha portata ad essere un fatto di giudizio molto negativo per il nostro Paese. Ricordiamoci le otto serie della Piovra, programmate dalle televisioni di 160 Paesi nel mondo, e tutto il resto, tutta la letteratura, il supporto culturale, Gomorra e tutto il resto».
Queste sembrano davvero le parole di un capo mafioso. E' esattamente il contrario, la Mafia TEME l'attenzione mediatica e la notorietà più di ogni altra cosa. La Mafia aspira a "lavorare" in perfetto silenzio, a passare inosservata, a diffondersi sotto pelle in maniera asintomatica come il peggiore dei tumori.
Bisognerebbe ascoltare e leggere le dichiarazioni di poliziotti e Magistrati che la Mafia la combattono sul serio, molti dei quali sono morti in questa secolare guerra contro l'antistato.
Per esempio, prima che Roberto Saviano portasse alla luce le attività del Clan dei Casalesi pochissimi in Italia avevano idea di quello che stava succedendo in quelle terre. Solo dopo l'uscita di Gomorra le forze dell'ordine hanno iniziato a combattere seriamente l'organizzazione.
Il clamore dell'informazione è lo strumento più importante per dar fastidio a chi opera nell'ombra, a chi opprime con la forza le persone, a chi deprime l'economia sana a favore di quella malata .
Berlusconi continua con la sua tattica da imbroglione televisivo, per la quale un problema non esiste se le persone non ne vengono informate. Purtroppo proprio lui ha in mano le leve dell'informazione.
La mia massima stima va, come sempre, a Roberto Saviano ed agli autori della Piovra : grazie da parte di tutti gli italiani che credono nei valori dell'onestà e del rispetto, e grazie da parte di coloro che pensano che l'informazione sia un diritto fondamentale ed uno strumento di libertà.

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permalink | inviato da riks66 il 16/4/2010 alle 14:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Non credo più alle coincidenze
post pubblicato in libere voci, il 2 gennaio 2010


No, non ci credo più, ho imparato che a non crederci si ha quasi sempre ragione.
Il disegno c'è, qualcuno l'ha visto (il senatore PD Giuseppe Lumia, l'europarlamentare IDV Sonia Alfano, figlia di un giornalista ucciso dalla mafia, l'Associazione parenti delle vittime di Via dei Georgofili, il noto esponente del Partito dell'Odio Antonio di Pietro).
Tantissimi altri fanno finta di non vedere.
Ecco, servito su un piatto d'argento, il "premio" per Il boss palermitano Giuseppe Graviano. Uno speciale ringraziamento per l'omertà esibita durante l'audizione al processo Dell'Utri relativamente ai rapporti Mafia-Stato-imprenditoria (e segnatamente Mafia-Dell'Utri-Berlusconi).
Giuseppe Graviano, mica uno qualunque : il braccio armato dei Corleonesi di Totò Riina, responsabile delle stragi di Capaci, Via D'Amelio, Via dei Georgofili e tante altre.
Sulle connessioni Mafia-Stato-imprenditoria è fondamentale leggere, o guardare su YouTube, una delle ultime interviste rilasciate da Antonio Borsellino (prima di essere ucciso da Giuseppe Graviano, per l'appunto) a due giornalisti francesi, Fabrizio Calvi e Jean-Pierre Moscardo in data 21 Maggio 1992, a Palermo.
ANTIMAFIADuemila Online pubblica un articolo di Marco Travaglio (altro accanitissimo esponente del Partito dell'Odio) con recensione ed intervista al completo.
E' aberrante. Su Paolo Borsellino, ucciso dalla Mafia, penso che nessun esponente del Partito dell'Amore possa argomentare nulla di negativo (mah ...).
Altrochè proclami farneticanti e sconfitte definitive ... La Mafia è lo Stato, adesso più che mai.
Leggere, documentarsi, informarsi, ragionare, sono i modi con cui si smascherano questi farabutti.

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permalink | inviato da riks66 il 2/1/2010 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Un simpatico umorista
post pubblicato in diario, il 30 novembre 2009


Parlo sempre di lui ultimamente, ma non ne posso fare a meno, ogni giorno mi fornisce argomenti e spunti per sconfortate meditazioni.
Ha ironizzato sulla Mafia. Ecco questo argomento ci mancava. Fin'ora gli obiettivi dei suoi lazzi erano i comunisti, i capi di Stato, gli abbronzati, le minorenni.
E poi, dopo aver dato evidente segno di insofferenza verso coloro che considerano seria e drammatica la presenza in Italia di alcune delle maggiori organizzazioni criminali mondiali, ci ha gratificato con le sue imprese da recordman.
Ha attaccato la stampa e le sue indiscrezioni su presunti avvisi di garnazia ai suoi danni. Nessun organo di informazione televisivo, pubblico o privato che sia (oggi è perfettamente ininfluente) ha ricordato però che le informazioni le avevano divulgate i suoi due "giornali di famiglia", nell'ordine, il Giornale e Libero.
Contemporaneamente il suo fidato collaboratore ed amico fraterno Marcello Dell'Utri, cofondatore di Forza Italia, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, ed in cassazione per frode fiscale (nonchè attuale senatore della Repubblica) si è preso il lusso di definire "eroico" un personaggio del calibro di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, plurigiudicato, pluriomicida mafioso palermitano.
Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è inoltre a rischio di eliminazione, proprio su proposta del senatore Dell'Utri.
Tutto questo supera ogni fantasia. John Le Carrè, Robert Ludlum o Ken Follet dovrebbero interessarsi di più alla cronaca politica italiana contemporanea, dalla quale ricaverebbero nuova linfa per i loro thriller fantapolitici.
Nonostante il disgusto che rasenta la nausea quando vedo ed ascolto questo personaggio, riesco ancora a fare un commento. Al proposito cito un ragionamento che Roberto Saviano (uno dei principali bersagli delle recenti farneticazioni del personaggio di cui sopra, anche se mai citato) fa spesso : la cosa che più dà fastidio alla mafia è la pubblicità, il fatto che la gente ne parli e conosca i suoi meccanismi. Al contrario la cosa a cui più anelano i mafiosi è l'anonimato, l'indifferenza. La situazione ideale è quella per la quale l'opinione pubblica si convince che LA MAFIA NON ESISTE, che è in via di estinzione o il frutto di una esagerazione mediatica. In questo ambiente la mafia, come un cancro, si ramifica, intacca il tessuto produttivo, quello sociale, quello istituzionale.
Ripenso a queste parole, alle immagioni di Capaci e Via D'amelio, poi ascolto quelle del Premier e dei suoi collaboratori ... e non mi so più spiegare nulla.


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permalink | inviato da riks66 il 30/11/2009 alle 8:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dead man walking
post pubblicato in diario, il 16 ottobre 2009
Fa davvero rabbrividire la polemica sull'opportunità di mantenere la scorta a Roberto Saviano.
Il capo della Mobile di Napoli ha espresso parere contrario pochi giorni fa (
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=76595&sez=NAPOLI).
La Repubblica, giornale dove Saviano spesso scrive, ha fatto una campagna a suo favore, oggi lui scrive un bellissimo articolo su questo giornale (
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/viano-scorta/senso-solitudine/senso-solitudine.html).
A leggere le sue parole mi vengono in mente i 100 giorni del generale Dalla Chiesa a Paleremo, dove lui aveva la netta sensazione di essere stato abbandonato dallo Stato, mi vengono in mente Falcone e Borsellino, entrambi ingannati da parte degli apparati statali che avrebbero dovuto fornire loro il massimo appoggio (è di questi giorni l'indagine partita dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino sui tentativi di accordo Stato-Cosa Nostra ai quali, pare, Borsellino si oppose).
Saviano si definisce un "uomo morto che cammina", è consapevole che nulla sarà più per lui come prima.
Io credo che queste siano null'altro che intimidazioni mafiose mascherate, messaggi per i quali si vuol far sapere a Saviano che la Camorra non dimentica e che lui è un condannato a vita.
Non esistono parole che possano esprimere il debito che, come italiani, abbiamo verso Roberto Saviano.





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permalink | inviato da riks66 il 16/10/2009 alle 14:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lo strano asse Lega-mafia
post pubblicato in diario, il 28 settembre 2009
Geniale il sindaco (leghista) di Ponteranica (BG) che qualche giorno fa ha rimosso la targa che dedicava la biblioteca del paese a Peppino Impastato.
Simpatico il buontempone (leghista anche lui, ci scommetto) che ha segato in due l'ulivo piantato in memoria di Peppino Impastato, sempre a Ponteranica, lasciando in dote un'ironica scritta in puro dialetto bergamasco (lui preferiva un pino).
Appropriato l'intervento del ministro Castelli che ha definito "razzista" la manifestazione di protesta contro questi due fatti avvenuta ieri.
Peppino Impastato ... lui si che si può definire un vero "eroe" civile, uno che ci insegna che la libertà e la dignità non ci appartengono per grazia ricevuta, ma bisogna conquistarcele ogni giorno, a volte anche a costo della vita.
Che bella la canzone "Cento Passi" dei Modena City Ramblers che ricorda il suo sacrificio.
Questi gesti per un onesto cittadino sono pure e semplici provocazioni. Non da parte della mafia sicuramente, ma comunque dolorose e vigliacche, perchè esercitate nel nome dell'ignoranza contro i simboli più sacri dello Stato, i simboli che dovrebbero mostrare la via a tutti i cittadini e consolidare il comune senso civico. Già ma dimenticavo ... lo Stato, quello vero, unico ed indivisibile sancito dalla Costituzione, alla Lega interessa meno che zero.
Complimenti Lega, brillate sempre, come fulgide stelle, per la vostra becera ottusità.




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permalink | inviato da riks66 il 28/9/2009 alle 11:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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