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Riks Il pensiero debole di uno qualunque
Dilettanti o professionisti?
post pubblicato in nazione corsara, il 31 agosto 2011

Sono stato via dall'Italia per 12 giorni, e sono ritornato ieri.
Per 12 giorni ho respirato aria diversa ed ho visto calare vertiginosamente il livello della mia frustrazione da italiano medio.
Ho lasciato l'Italia in piena polemica per la "tassa di solidarietà" sui redditi oltre i 90.000 euro annui. Gli ultimi battibecchi che ho letto sui quotidiani erano quelli che vedevano una fronda in seno ai giocatori di Serie A, i quali rifiutavano in massa il "salasso", mi pare di ricordare anche commenti attoniti di alcuni parlamentari che ci ricordavano quanto pesante già fosse la pressione fiscale sui loro redditi. C'era poi la diatriba sulla soppressione delle province con meno di 300.000 abitanti e l'accorpamento di alcuni comuni minori.
Poi ieri, finalmente, sono tornato nella Repubblica delle Banane, quasi del tutto ignaro di cosa potesse essere capitato in questi giorni. Dico quasi perchè in realtà già avevo avuto un'anteprima di come quei tre simpatici compagni di merende (quanto mi ricordano la combriccola Pacciani a volte ...) stessero genialmente pianificando di risolvere i problemi dell'Italia fregandomi l'anzianità dell'anno di naja e spostando di domenica le due festività laiche per eccellenza del 25 aprlie e primo maggio.
Oggi approfondisco e scopro che per quanto riguarda gli anni di militare e quelli di università stavano scherzando, però la tassa di solidarietà l'hanno tolta davvero (forse Buffon si stava incazzando troppo), le festività sono davvero abolite mentre per i comuni piccoli forse non si fa nulla, ma le pensioni invece le toccano, le province le eliminano tutte, i capitali all'estero sono salvi (più o meno) ... e l'IVA? Non è dato saperlo, per ora.
Il tutto senza "toccare il saldo", l'ultimo dei miracoli dell'era dei Nani, cosa che ha fatto decidere il beneamato a stappare infine la bottiglia di Champagne che teneva per le grandi occasioni (ma almeno questa volta non poteva dire "Spumante", è il capo del governo italiano o cosa ...?).
A parte il fatto che non ho ancora capito se e quando andrò in pensione, e soprattutto se nel mentre avrò il privilegio di lavorare, al di la di ogni polemica, mi chiedo una cosa : ma questi qui lo sono o ci fanno? Cioè : sono davvero degli incapaci totali o ci prendono per il culo come nessun altro governo europeo si sognerebbe mai di fare (escluso quello greco pre-crisi forse ...)?
Sono dei dilettanti allo sbaraglio o dei professionisti della truffa?
In entrambi i casi andrebbero rimossi nel minor tempo possibile, più comandano e più ci devastano, i danni che hanno già procurato all'Italia sono incalcolabili e quelli futuri addirittura letali. A dirla tutta sarebbe da azzerare l'intera classe politica di questa funesta "Seconda Repubblica", quella nata nella contrapposizione tra i fan ed i detrattori di Berlusconi, quella che rischia di farci rimpiangere Andreotti, Craxi e Fanfani.
Quasi 60 milioni di persone vivono oggi subordinati alle esigenze di un faccendiere che ha fatto dell'assenza delle regole il carma del suo successo, e del gruppo di grottesche caricature ed oscuri trafficanti che lo sostiene. Quasi 60 milioni di persone hanno deliberatamente consegnato il proprio futuro e le proprie speranze a gente dalla dubbia morale e dalle professionalità fumose, persone che hanno dato spesso prova di anteporre il bene proprio a quello comune.
E adesso?


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permalink | inviato da riks66 il 31/8/2011 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mai dimenticare
post pubblicato in nazione corsara, il 12 agosto 2011

La loro tattica e sempre la stessa : "distrazione di massa".
Bisognerà vedere quanto gli italiani saranno ancora disposti a distrarsi con barzellette o sguaiate manifestazioni di ottimismo.
In questi giorni frenetici e sconclusionati, nei quali vediamo addensarsi pericolosamente le nubi di un prossimo uragano di cui nessuno sa prevedere gli effetti, un uomo in particolare si è posto in posizioni insolitamente defilate. Non arringa più la folla dai giorni del "duomo", ha abbandonato il predellino a favore delle più comode poltrone del Quirinale, al quale per altro non sale più da solo, ma scortato da ministri e sottosegretari.
Sono momenti nei quali la prudenza suggerisce di non esporsi, momenti che potrebbero legare la propria immagine a quella di colui il quale, ben lungi dal figurare nelle graduatorie dei migliori presidenti del consiglio (e tanto meno dal guidarla), ha devastato il sistema sociale e, per dirla con l'Economist, "ha fottuto un intero Paese".
Che Berlusconi stesse "fottendo" l'Italia lo andiamo ripetendo da anni, e non sarà certo l'Economist ad aprirci gli occhi adesso. L'errore che non dovremo commettere nel prossimo futuro sarà però quello di farci distrarre dalla realtà dei fatti e dimenticare ciò che li ha determinati.
La crisi è europea, per non dire mondiale, e la speculazione "non guarda in faccia nessuno". E' vero tutto, però in nessun altra grande economia mondiale sono state raccontate altrettante menzogne, in nessun altro grande Paese la gente ha dovuto assistere ad uno spettacolo di tale svilimento della realtà.
"Surreale" è il termine che meglio sintetizza l'atmosfera in cui ci hanno costretti a vivere negli anni a cavallo del terzo millennio in Italia.
Adesso noi pagheremo i costi della speculazione nazionale e della scellerata condotta di governo, pagheremo come sempre, ma NON DIMENTICHEREMO.
Io non dimenticherò il disinteresse per l'economia, le leggi ad "personam", le barzellette e le figuracce internazionali. Non dimenticherò neanche le frasi di stima e di amicizia per i dittatori, sono fatto così, la sola parola "dittatura" mi provoca l'orticaria.
E' di oggi un articolo sulla Stampa di Torino riguardante la pacifica contestazione nei confronti del dittatore bielorusso Lukashenko. Ecco, per esempio, io non posso dimenticare la rabbia che mi provocarono le parole di stima nei suoi confronti nel novembre 2009. Qualcuno mi verrà a parlare di ragion di Stato. Per me era solo invidia.




permalink | inviato da riks66 il 12/8/2011 alle 8:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ciao bella ... o bella ciao?
post pubblicato in nazione corsara, il 5 agosto 2011


"Ciao bella" titolava un paio di settimane fa "Der Spiegel". Come a significare : per voi è finita.

Pochi giorni dopo le banche centrali tedesche e svizzere riversavano sul mercato vagonate di BTP italiani con la stessa frenesia che si adopera quando si svuota un vecchio solaio.

Il messaggio è chiaro e cristallino, solo noi continuiamo a far finta di non capire. L'Italia è l'anello debole dell'Euro, nuota nel mare della speculazione internazionale come un tonno in mezzo ai pescecani.

Quante e quali siano le motivazioni è un argomento che necessiterebbe dell'analisi di fior di economisti. Ma all'uomo della strada non può non esser chiara una cosa : il nostro Paese non gode della benchè minima credibilità in Europa e nel mondo.

Il nostro è un Paese, per dirla con lo Spiegel, che naviga senza timone condotto da un gondoliere gaudente e mafioso. Saranno i soliti luoghi comuni, come quelli che vedono i tedeschi mangiare le patate o gli inglesi con la bombetta. Sarà, però non si possono dimenticare le copertine e gli articoli di fondo delle principali testate economiche internazionali in questi ultimi anni. Nella grande maggioranza dei casi l'analisi sul governo italiano è stata a dir poco impietosa.

Non c'è più tempo da perdere, così si va alla deriva senza possibilità di ritorno. Il cambio di rotta non può prescindere dal cambio di leadership. Il riscatto del nostro Paese deve passare dal popolo, è il popolo che deve pretendere le dimissioni di queste persone che così palesemente hanno dato prova della propria totale incapacità, oltre che di una colpevole indifferenza per il bene pubblico.

Basta con chi vuole dividere l'Italia, basta con chi la vuole impoverire per riempirsi le tasche.

Basta con il "ciao bella", abbiamo urgenza di rispolverare il "bella ciao".




permalink | inviato da riks66 il 5/8/2011 alle 14:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
In mutande
post pubblicato in nazione corsara, il 2 agosto 2011


L’estate calda del 2011 sarà ricordata come l’inizio della fine del sogno italiano. Dopo un mezzo secolo abbondante vissuto al di sopra delle reali possibilità e gli ultimi 17 anni passati al circo, gli italiani stanno per ritrovarsi in una realtà che neanche immaginano quanto possa essere dura e cruda.

Pensavamo di aver passato anni difficili ma quelli che ci aspettano ce li faranno rimpiangere. “Manovre” da decine e decine di miliardi di Euro (in lire non si può neanche pronunciare) ci attendono nei prossimi mesi. La speculazione dei Paesi forti ci stritola in una morsa micidiale che ci costa qualche miliardo a settimana, l’economia a definirla asfittica è essere ottimisti.

La crudele legge del mercato ci presenta il conto : abbiamo permesso a spregiudicati piazzisti ed imprenditori corrotti di sperperare il nostro denaro fino a raschiare il fondo di un barile saccheggiato.

E adesso “bisogna fare i sacrifici”. Bisogna CHI? NOI.

Ed in questo scampolo di estate, nel quale qualcuno tace e qualcun altro parla troppo, mi coglie la malinconia e la rabbia. Malinconia e rammarico per un Paese che poteva esistere ma non c’è più o forse non c’è mai stato. Rabbia cieca per i farabutti che avevano la responsabilità di condurre un Paese di 60 milioni di persone attraverso una crisi durissima e che si sono sempre interessati esclusivamente dei fatti loro. Ora uno tace e l’altro parla – bofonchia – a sproposito.

Finirà anche per loro.




permalink | inviato da riks66 il 2/8/2011 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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