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Ciao bella ... o bella ciao?


"Ciao bella" titolava un paio di settimane fa "Der Spiegel". Come a significare : per voi è finita.

Pochi giorni dopo le banche centrali tedesche e svizzere riversavano sul mercato vagonate di BTP italiani con la stessa frenesia che si adopera quando si svuota un vecchio solaio.

Il messaggio è chiaro e cristallino, solo noi continuiamo a far finta di non capire. L'Italia è l'anello debole dell'Euro, nuota nel mare della speculazione internazionale come un tonno in mezzo ai pescecani.

Quante e quali siano le motivazioni è un argomento che necessiterebbe dell'analisi di fior di economisti. Ma all'uomo della strada non può non esser chiara una cosa : il nostro Paese non gode della benchè minima credibilità in Europa e nel mondo.

Il nostro è un Paese, per dirla con lo Spiegel, che naviga senza timone condotto da un gondoliere gaudente e mafioso. Saranno i soliti luoghi comuni, come quelli che vedono i tedeschi mangiare le patate o gli inglesi con la bombetta. Sarà, però non si possono dimenticare le copertine e gli articoli di fondo delle principali testate economiche internazionali in questi ultimi anni. Nella grande maggioranza dei casi l'analisi sul governo italiano è stata a dir poco impietosa.

Non c'è più tempo da perdere, così si va alla deriva senza possibilità di ritorno. Il cambio di rotta non può prescindere dal cambio di leadership. Il riscatto del nostro Paese deve passare dal popolo, è il popolo che deve pretendere le dimissioni di queste persone che così palesemente hanno dato prova della propria totale incapacità, oltre che di una colpevole indifferenza per il bene pubblico.

Basta con chi vuole dividere l'Italia, basta con chi la vuole impoverire per riempirsi le tasche.

Basta con il "ciao bella", abbiamo urgenza di rispolverare il "bella ciao".

Pubblicato il 5/8/2011 alle 14.7 nella rubrica nazione corsara.

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